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S-VOLTA CELESTE: BOJ, GIORNO, POZZANI, REVERBERI AL MUSEO DI ALBISSOLA MARINA
Nel 2008 il progetto S -Volta Celeste ha coinvolto Bologna, Faenza, Roma, Vienna, Parigi, Berlino, Helsinki, Gent Linea Art Belgio, con esposizioni e performance.
L'artista Valter Boj ha realizzato interamente a mano oltre 150.000 stelle in ceramica, delle vere e proprie piccole sculture che rendono onore al lavoro delle mani dell'uomo, con tre cotture per ottenere l'effetto bluBoj e biancobrillante.
Tali stelle vengono presentate in un work in progress di circa 3 anni in giro per l'Italia e il mondo col supporto di strutture metalliche a forma di stelle giganti, unitamente ad altre installazioni con stelle , dipinti, poesie foto, video e installazioni.
Il poeta Claudio Pozzani ha creato delle poesie scultoree in ceramica in collaborazione con Valter Boj, vere e proprie rappresentazioni in tre dimensioni delle sue liriche che saranno pubblicate anche nel CD “La marcia dell’ombra”, accompagnate dalle musiche del compositore e pianista Fabio Vernizzi.
Insieme al maestro Giampiero Reverberi sono inoltre stati realizzati degli strumenti musicali in ceramica, perfettamente funzionanti che vanno ad arricchire l’orchestra celeste, una delle sezioni del progetto S-Volta celeste che punta a costruire un’intera gamma di strumenti in ceramica per realizzare dischi e concerti.
Il poeta e artista John Giorno, icona della cultura americana del Novecento, fra pop-art e beat generation, ha creato dei dipinti poetici inediti ed esclusivi per S-Volta Celeste.
La Mostra avrà una ripresa video e fotografica che sarà usata nelle altre manifestazioni in Italia e all’estero.
Albissola Marina, città d’arte unica al mondo, ha ospitato alcuni dei più grandi artisti mondiali del Novecento, tra cui citiamo Farfa, Filia, Lucio Fontana, Sebastian Matta, Enrico Baj, Vilfredo Lam, Asger Jorn, Bengt Lindstrom, Corneille, che qui crearono e realizzarono opere di straordinario valore. Il Museo di Arte Moderna di Albissola Marina ospiterà le opere di Boj, Giorno, Pozzani e Reverberi a partire dal 21 di marzo 2009.
VALTER BOJ
Valter Boj nasce in Sardegna.
Albissola, città della ceramica d'arte con una grandissima storia legata ad artisti del calibro di Fontana, Jorn, Lam, Fabbri,Elde, Sebastian Matta, Capogrossi ecc, ha rappresentato per Boj una scuola reale per l’inserimento nel mondo dell’Arte.
Nel 1976 gli vengono date le chiavi di un piccolo laboratorio studio, che danno inizio alla sua storia.
All'inizio degli anni '80 Valter Boj lascia Albissola. Lavora in Francia, a Valloris, va in giro per l'Europa a vedere mostre e inizia una produzione di opere post simboliche concettuali figurative.
Nel 1989 torna ad Albissola, ed apre uno studio laboratorio dove oltre ai suoi lavori d'artista vengono eseguite delle ceramiche con i suoi amici artisti. "Arte e ceramica nell'esperienza dei laboratori di Albissola di Valter Boj e il suo laboratorio" è il titolo della tesi di Laurea discussa all'Accademia delle belle arti di Brera da Cristina Bonfanti, relatore prof. Claudio Cerritelli. Continuano le esposizioni in tutta Italia e all'estero. Nel 1993 le opere di Boj sono ancora legate ad un post informale materico coloristico, quando inizia una nuova via da un'opera intitolata "Di che colore è il tuo cielo", per esigenza del titolo questo quadro è stato eseguito con ossidi blu. E' la svolta del suo lavoro, l'innamoramento per questo colore, inteso come mare, cielo, sensibilità, mediterraneità ecc. Si definisce un post concettuale naturalista, si veda in proposito il progetto "arte Natura" per il WWF. Per amore di Albissola e della ceramica nel 1995 Boj invita i suoi amici a venire a lavorare per una esposizione che verrà poi realizzata dalla galleria Orti Sauli di Genova, "Il ritorno di Albissola", catalogo a cura di Luciano Caprile, dove vengono esposte opere su carta e ceramica con Bruno Ceccobelli, Giacinto Cerone, Tommaso Cascella, Enzo Esposito, Valter Boj, Nino Longobardi, Paolo Jachetti, Giampiero Reverberi. La stessa mostra viene spostata gli anni seguenti alla Fortezza del priamar a Savona, a Viterbo presso la Galleria Miralli e a Bologna Arte Fiera. Sempre nel 1995 realizza delle opere dal titolo "Virtuale Reale" (catalogo delle opere) Nel 1997 viene invitato da Luciano Caramel alla mostra "1907-1997, la ceramica degli artisti", con catalogo edizioni Netta Vespignani.
La città di Albissola commissiona a Boj un monumento per la passeggiata degli artisti e Boj realizza "L'eco del mare, inaugurato nel giugno 2004. In questi ultimi anni ha collaborato con alcune mostre a progetti di informazione con il gruppo Enel e con Banca Antonveneta ABN AMRO.
Le opere di Boj sono in permanenza alla Galleria San Carlo di Milano e grazie alla stessa galleria è presente nelle più importanti fiere d’arte in Europa,
JOHN GIORNO
John Giorno, si colloca fra i massimi esponenti della beat generation newyorchese ed è considerato il corrispettivo di Andy Warhol per la letteratura, anche se questa definizione è limitativa rispetto ai suoi tentativi di sperimentazione poetica tramite ogni forma di comunicazione possibile. Nelle sue esibizioni la poesia esula dagli schemi classici per entrare nell'happening, per essere letta, recitata, cantata a voce alta davanti ad un pubblico che ne diventa elemento essenziale. L'opera di John Giorno ha cambiato la visione che il mondo ha della poesia performativa, di cui è stato profeta ed innovatore Fin dai primi anni Sessanta, Giorno è stato amico e confidente di Andy Warhol ed è stato il protagonista/soggetto del suo primo film, Sleep, in cui John è ripreso per sei ore nudo mentre dorme. Nel 1970, Giorno crea Dial A Poem, il servizio telefonico di poesie preregistrate, una vera e propria innovazione a livello letterario: fino agli anni Sessanta nessuno aveva mai previsto la lettura di poesia via telefono. Proposta da Giorno per la prima volta all'Architectural League di New York nel 1968, per più di quindici anni è stata portata in giro nelle gallerie d'arte e nei musei dell'America settentrionale ed in Europa. Dal progetto nascono le prime incisioni del Giorno Poetry System, un'etichetta che finora ha pubblicato oltre cinquanta LP e CD di poesia performativa. In questi anni aumentano amicizie e collaborazioni artistiche, da Bob Rauschenberg che gli curerà una copertina, a Jasper Johns suo compagno, per finire con Robert Mapplethorpe, autore di un'altra copertina. Dopo numerose realizzazioni artistiche alle quali seguirono nei primi anni ottanta i suoi più celebri tours letterari, John termina quel decennio con la morte di alcun dei suoi più cari amici alcuni dei quali afflitti dall'AIDS. Nel 1984 fonda infatti l'AIDS Treatment Project, che offre aiuto a malati di AIDS facendo loro concessioni in denaro per situazioni d'emergenza. Ancora oggi, Giorno dedica molto del suo tempo a questa sua iniziativa collaborando in prima persona. Nel 1985, con la regia di Ron Mann, realizza il film Poetry in Motion, un saggio sul lavoro di alcuni dei maggiori poeti contemporanei.
CLAUDIO POZZANI
Claudio Pozzani è nato a Genova nel 1961. Poeta, narratore e musicista, è apprezzato in Italia e all'estero per le sue performance poetiche che ha effettuato nei più importanti festival poetici e letterari a livello internazionale. Le sue poesie sono tradotte in oltre 10 lingue e sono comparse in importanti antologie e riviste di poesia internazionale contemporanea. Claudio Pozzani è nella Commissione Poesia dell'Unesco. L'ultima raccolta di versi è un'edizione bilingue (italiano-francese) dal titolo "SAUDADE & SPLEEN", edita nel 2001 dalle prestigiose Editions Lanore di Parigi. Come narratore, ha pubblicato i romanzi "ANGOLAZIONI TEMPORALI", "KATE ED IO" e la raccolta "RACCONTI DAI PIEDI FREDDI". Nel 2002, in occasione del Salon du Livre de Paris dedicato all'Italia è uscito in Francia il romanzo "KATE ET MOI" per le edizioni La Passe du Vent . Nel 1983 ha fondato il Circolo dei Viaggiatori nel Tempo, un'associazione culturale che dirige tuttora e che si occupa di arte e in particolare di poesia e letteratura, organizzando manifestazioni internazionali in Italia e all'estero. Tra queste, il Festival Internazionale di Poesia di Genova, la Semaine Poétique di Parigi, BruggePoésie2002, l'Helsinki Runo Festival e il Lago delle Muse sul Lago di Garda. Nel 2001 ha creato la Casa Internazionale di Poesia sita a Palazzo Ducale a Genova. Come musicista ha fondato nel 1986 il gruppo rock CINANO, con il quale ha realizzato due LP e numerose tournée in Italia ed Europa, e che fu inserito nell'Enciclopedia della Musica Italiana curata da Renzo Arbore. Dal 1990 è il direttore e compositore dell'Orchestra Eczema, un ensemble di musica rumorsinfonica che ha effettuato numerosi concerti in Europa e prodotto 4 videoclip. Per le sue attività culturali e le sue performance artistiche, il grande poeta e drammaturgo Fernando Arrabal l'ha definito "maestro dell'invisibile, aizzatore di sogni, ladro di fuoco: il suo cuore danza nell'alcova festante". In questi ultimi anni ha lavorato ai progetti ceramici presso lostuio di Valter Boj ottenendo degli ottimi risultati.
GIANPIERO REVERBERI
Gian Piero Reverberi nato a Genova nel 1939, è compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra, uno dei personaggi più noti e qualificati del panorama musicale italiano. E’ fratello di Gian Franco Reverberi, anche lui famoso musicista e compositore.
Diplomato al Conservatorio Paganini di Genova in pianoforte e in composizione, sotto il maestro Sergio Lauricella, si esibisce a soli 24 anni dirigendo un suo concerto per pianoforte e orchestra.
Contemporaneamente si interessa alla musica leggera e alla scuola genovese, in quegli anni particolarmente fertile. Nel 1957, ad appena diciotto anni, inizia la sua intensa carriera di arrangiatore: il suo primo lavoro è per "La gatta" di Gino Paoli. Oltre che con Paoli, lavora con Luigi Tenco e quindi con Fabrizio De André, con il quale inizia una collaborazione che lo porterà ad arrangiare tutti i suoi primi 8 album. Produce tra gli altri i New Trolls, Le Orme, Lucio Battisti (per oltre sette anni). Tra gli anni settanta e ottanta è l'arrangiatore principe della canzone italiana: lavora per artisti quali Mina Mazzini, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Paul Anka, Patty Pravo, Sergio Endrigo. Nel 1968 collabora agli arrangamenti di Senza orario senza bandiera musiche di Vittorio De Scalzi e poesie di Riccardo Mannerini.
Reverberi ha inoltre collaborato al disco di Eros Ramazzotti “e2″ (Eros al quadrato): il secondo disco del cofanetto contiene alcuni hit rivisitati proprio da Reverberi in chiave orchestrale; e ha diretto per l’occasione la London Session Orchestra (”Adesso tu”,”Musica è”, “E ancor mi chiedo”, “Solo ieri”). L’altro grande progetto di Reverberi è quello di Rondò Veneziano, che prosegue continuativamente da 27 anni all’estero, soprattutto in Germania, Austria e Svizzera.
Dal 1992 ha rapporti di grande amicizia con Valter Boj di cui frequenta l’atelier, iniziando a creare le opere in ceramica che nel 1993 espone ad Albisola nella sua prima mostra “c’era una volta un vaso”.
Numerosissime le mostre che si sono susseguite tra cui il “Ritorno di Albisola” Genova, Arte Fiera Bologna, Palazzi Chigi di Viterbo e “Non c’è futuro senza presente” alla Galleria san Carlo di Milano etc. etc.
S-VOLTA CELESTE
Museo Civico d'Arte Contemporanea
Via Dell'Oratorio 2 - Albissola Marina
dal 21 marzo al 21 aprile 2009
Artisti: Lisbeth dal Pozzo d'Annone, Irene Ega, Laura Gioso, Marco Mattei, Andreana Parricelli, Javier Ramirex, Fabio Tagliapietra, Valeria Tomasi, Franco Tommolini, Sonia Valsecchi

LUIGI PAOLETTI ALLA GALLERIA OSEMONT
Luigi Paoletti ha esposto le sue opere, fin dal1994, in numerose mostre personali e collettive.
Ultima importante esposizione è stata quella presso la Fortezza del Priamar di Savona intitolata “Savona ‘900 - un secolo di pittura,scultura e ceramica”.
Ha curato allestimenti scenografici per diverse compagnie teatrali e gruppi orchestrali e in particolare per la “Inside Line Jazz Orchestra“del Maestro Riccardo Zegna.
Da diversi anni collabora in qualità di scenografo con il “Teatrino dell’erba matta”, compagnia di teatro di figura e teatro ragazzi, riconosciuta dall’E.T.I.
Nato a Rio Marina (Li) nel 1954, vive e lavora a Gorra (Sv).
LUIGI PAOLETTI
a cura di Germano Beringheli
Galleria d’arte Anna Osemont
Via Colombo, 13 – 15 – Albissola Marina
dal 7 marzo al 5 aprile 2009

ENZO L'ACQUA ALLA PINACOTECA CIVICA DI SAVONA
Si è inaugurata sabato 28 febbraio la mostra personale di Enzo L’Acqua alla Pinacoteca Civica di Savona, dal titolo “Dalla Materia alla Materia”, che resterà visitabile fino al 29 marzo. Afferma l’Assessore alla Cultura Ferdinando Molteni: “La ricerca artistica di Enzo l’Acqua mi lascia ancora a bocca aperta. Conosco il maestro da molti anni, ne riconosco il talento, la passione, la raffinatezza. Eppure, ogni volta che mi capita di vedere una sua opera (che sia lo straordinario polittico della mostra ‘Savona 900′, oppure qualche pezzo che conservo nella mia collezione o i quadri che affastella nel suo studio) resto autenticamente sorpreso”.
“Ci sono caratteristiche, nell’opera di L’Acqua - prosegue Molteni -, che riscontro in pochi altri artisti. Il rigore, formale e concettuale. La coerenza. Il gusto. Lo studio sul colore. L’impegno sui materiali. Infine, la capacità di rendere semplici e godibili anche per un occhio poco avvertito opere che sono tutto meno che semplici. La pittura di Enzo l’Acqua, che celebriamo in questa mostra nel museo della città, è uno degli esiti più interessanti della ricerca artistica savonese e ligure degli ultimi trent’anni. Savona, con questa mostra, vuole sottolineare il proprio affetto per un artista valoroso e per un protagonista della cultura cittadina di oggi”.

NINO BERNOCCO: LIRICITÀ DEL PAESAGGIO AL PRIAMAR
Si è inaugurata sabato 7 marzo, nelle sale del Palazzo del Commissario, sulla Fortezza del Priamar, la mostra dedicata all’opera dell’artista genovese Nino Bernocco. L’esposizione, organizzata grazie ad una collaborazione tra l’assessorato alla Cultura del Comune di Savona e la “Promotrice di Belle Arti della Liguria”, sarà visitabile fino al 14 aprile (con orario dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30 sabato, domenica e lunedì; dalle 14,30 alle 18,30 mercoledì, giovedì e venerdì; chiusura al martedì).
“Siamo onorati - spiega l’assessore alla Cultura, Ferdinando Molteni - che uno dei principali rappresentanti dell’arte contemporanea genovese abbia scelto Savona per fare questa importante personale”.
La mostra che si aprirà domani sul Priamar, intitolats “Liricità del paesaggio”, è infatti la prima antologica dell’artista e presenterà i lavori più espressivi della sua attività.
NINO BERNOCCO
LIRICITÀ DEL PAESAGGIO
Palazzo del Commissario
Fortezza Monumentale del Priamar
Corso Mazzini - Savona
7 marzo - 14 aprile 2009

BARBIE: 50 ANNI E NON SENTIRLI ALLA TRUELOVE GALLERY
Barbie spegne le cinquanta candeline .Corredata di abitini alla moda, la sua è una missione ben precisa: accompagnare le bambine verso l'età adulta, proponendo un modello "perfetto" di femminilità.
Per mezzo secolo Barbie ha dominato una fetta importante dell'immaginario occidentale. Feticcio quotidiano, star multimediale, mistura tra finzione e realtà, ha attraversato le mode in un perfetto gioco di rimando nel chi influenza chi. Non solo gioco, ma vera e propria icona della cultura materiale.
Anche Armin ha una missione ben precisa che incomincia proprio con la Barbie a trasformare le sue fantasie in realtà: trasforma la sua dimora in un luogo sacro a lei dedicato, tappezzandola di sue fotografie. E inizia a girare per casa indossando vestiti come i suoi e mettendo parrucche che ricordano i suoi capelli…….
Il lavoro presentato nasce dall’ incontro di questi due mondi: quello perfetto delle Barbie e le distorsioni che crea il volerlo raggiungere a tutti i costi . Ospitando e ambientando la smisurata collezione di Penelope Please (centinaia di pezzi fra bambole ed accessori, a partire dal primo modello di Barbie del 1959) TrueLove diventa la stanza santuario della Barbie tappezzata da immagini ripetute della bambola, fino a creare una vera carta da parati degna di un salotto per bene,
Valentina dj, Elisound, Helen e SoulSkinBass sono le 4 dj che sonorizzano l’evento, ripercorrendo con il loro stile il mondo musicale che idealmente a vissuto la Barbie.
50 ANNI E NON SENTIRLI
mostra/installazione dedicata a Barbie
Truelove Art Gallery
Via Vacciuoli 18 R - Savona
dal 9 marzo al 9 aprile 2009

VETRINE D'ARTISTA 2009: MARIA GIULIA DRAGO
Questa piccola rassegna a carattere antologico, propone per la prima volta a Savona, alcune significative opere della pittrice Maria Giulia DRAGO, figlia del pittore Romeo dal quale ha tratto la passione per l’arte, risolta con accenti del tutto personali. La Pittrice si rivolge al contesto vedutistico con una profonda e originale liricità. Dagli anni Cinquanta del secolo scorso si allontana dal contesto tradizionale avvicinandosi ad alcuni suoi percorsi geometrici e “costruttivi” per giungere ad esiti astratti cogliendo nella natura e dalla natura le ispirazioni. Lavora molto sulla ricerca della luce, del colore che svela emozioni, sentimenti attraverso una scelta raffinata timbrica e musicale delle varie possibilità cromatiche. Il sole è un elemento chiave della sua pittura che molto spesso ha degli echi e dei risvolti ascetici. Attualmente la sua “narrazione”, sempre limpida, avvincente ed appassionante, si rivolge anche alla “macro” lettura della botanica (le foglie di castagno, l’uva generosa, ecc.), all’albero di ulivo come simbolo della vita con una tavolozza più carica, incisiva ma pur sempre elegante ed intelligente. La piccola rassegna proposta vuole essere, in un certo senso, propedeutica per una futura mostra personale che possa documentare il grande lavoro di una vita dedicata alla cultura, all’arte. A Murialdo nei mesi estivi la Casa Drago ospita, sempre, significative rassegne d’arte consacrate alla pittura del Novecento, curate dal critico Luciano Caprile.
Vetrine d'artista 2009
MARIA GIULIA DRAGO
Sede Carisa
Corso Italia - Savona
dal 9 al 31 marzo 2009

VETRINE D'ARTISTA 2009: BEPPE SCHIAVETTA
Dal 30 marzo al 20 aprile 2009 nelle due vetrine della sede centrale (corso Italia, Savona) della Cassa di Risparmio di Savona sono esposte quattro opere del pittore Beppe Schiavetta.
L’esposizione rientra nel programma che l'Associazione culturale "R. Aiolfi" di Savona propone alla Città, in accordo con la Cassa di Risparmio, quale "finestra" aperta alla conoscenza degli artisti contemporanei legati al Territorio.
Beppe Schiavetta, oggi residente in Cortemilia, è uno sperimentatore per i materiali usati (carta, legno, ceramica, ecc.) con esiti sempre originali nel filone di un'arte astratta, modulata da una originale ispirazione naturalistica.
Vetrine d'artista 2009
BEPPE SCHIAVETTA
Sede Carisa
Corso Italia - Savona
dal 30 marzo al 20 aprile 2009

UN OMAGGIO ALLA BELLEZZA: MARCO FERRANDO E CATERINA PERATA AGOSTO SULL'EX MANICOMIO DI PRATOZANINO
Ex manicomio di Pratozanino: 'Un omaggio di bellezza'. Fotografie, scritti, oggetti di vita quotidiana.
La mostra 'Un omaggio di bellezza' è nata senza premeditazione da un incontro dei due curatori: Marco Ferrando fotografo e Caterina Perata Agosto narratrice. Rispettivamente nipoti di uno degli addetti e di un'ospite del Presidio si sono ritrovati a camminare sui sentieri dei loro nonni ed a ricostruire una particolare storia dell'ex manicomio negli anni '40-'60.
Si tratta di un percorso che inizia con un plastico realizzato da Roberto Bogni e Carola Rebagliati per snodarsi in cinque sale le cui porte si aprono su immagini e oggetti. Compiuti studi storici e ricerche e posta una base interiore di preparazione i due autori hanno lasciato agire il cuore e la passione ponendosi due regole: semplicità e rispetto.
In precedenza il tema della sofferenza di questi luoghi è stato trattato a lungo documentando gli orrori di un passato che rimane storia, questa mostra vuole rendere un omaggio ai momenti di bellezza, ai sogni, alle aspirazioni, ai sorrisi di quello che è stato il popolo di Pratozanino con la sua straordinaria portata numerica. È ricca di luce e di ‘vie di uscita’.
Nonostante l'appartenenza geografica ed amministrativa a Genova, Pratozanino era abitato da centinaia di ammalati che provenivano dal savonese così come moltissimi degli operatori che li accudivano, da qui la scelta di inaugurare l'esposizione a Quiliano nelle splendide sale di Villa Maria con il patrocinio del Comune e del dipartimento di Salute Mentale della ASL 2, senza dimenticare la parte ancora viva del presidio rappresentata dall'Associazione Culturale Pratozanino.
MARCO FERRANDO / CATERINA PERATA AGOSTO
UN OMAGGIO DI BELLEZZA
Villa Maria
Piazza Della Costituzione 1 – Quiliano
dal 21 marzo al 5 aprile 2009

ETABETA: SIMONE LAMMARDO E ALESSANDRO TAMBRESONI AD ALASSIO
S’inaugura domenica 1 marzo 2009 alle ore 11,30, presso l’Ex Chiesa Anglicana di Alassio, (in Via Adelasia 10, dietro la stazione ferroviaria) la mostra “EtàBeta. L’età di mezzo”, la doppia mostra personale di Simone Lammardo e Alessandro Tambresoni, a cura di Nicola Davide Angerame. La mostra, ad ingresso libero e con catalogo disponibile gratuitamente, dura fino al 20 marzo 2009 ed è aperta nei seguenti orari: da giovedì a domenica ore 15 – 19. (www.comune.alassio.sv.it)
“Alassio - spiega Monica Zioni Assessore alla Cultura e al Turismo di Alassio - ha sempre saputo unire il senso della tradizione con gli stimoli della modernità. Lo dimostra anche questa esposizione con i suoi eventi collaterali, il primo dedicato all’astronomia e con l’osservazione astronomica di Venere nel giorno della festa della donna; il secondo con un reading poetico del “Pinocchio” concertato con le musiche di Bach, Schumann, Chopin, Borne e Gluck”.
“Questa mostra – spiega Nicola Davide Angerame, curatore dell’evento – riflette sull’infanzia come condizione esistenziale che tende ad allargarsi nel corso della vita. Assistiamo ad una disneyzzazione di quella che Guy Debord ha chiamato la società dello spettacolo. EtàBeta è un personaggio che si offre come metafora di una fanciullezza stravagante che, nel bene e nel male, sempre più alimenta i temi della vita adulta. In un’epoca in cui l’Occidente si voca al giovanilismo ad oltranza e l’ossessione dell’invecchiamento diventa fenomeno di massa, l’età di mezzo, intesa come introduzione alla vita, non finisce più e il fanciullino resta in agguato in ogni età. Farlo uscire allo scoperto è quanto intende fare questa mostra”.
La mostra accoglie circa quaranta dipinti, e due installazioni (di cui una con telescopio) che fanno parte degli lavori ultimi dei due giovani artisti la cui pittura, pur molto diversa, condivide il tema della fanciullezza come uno dei principali ispiratori.
Simone Lammardo lo fa ritraendo un’infanzia adulta che ci guarda e che pare interrogarci dal profondo di una pittura realistica e metafisica, drammatica e sottilmente psicologica. Bambine e bambini intrappolati dentro la rete di attimi “cruciali”, in cui all’apparente mancanza di significati specifici corrisponde il senso di un domandare stupefatto e perplesso che lo scorrere dell’esistenza pone. Alle tele più “dark”, come “Annunciazione” e “Malpelo red”, in cui l’adolescenza si vena di angoscia, rispondono le opere dedicate ai bambini pensanti, come “SOLAmente”, “Le cose mai scritte” e “Dicembre”, dove è la stessa invisibilità di ciò che importa a diventare visibile ed essere indicata come “realtà” infantile. Un quadreno bianco o una sbarra di ringhiera, che sporge su un paesaggio indefinito, sono gli oggetti e i luoghi della perplessità. L’infanzia si legge anche nei giochi, a cui Lammardo dedica una serie. Li ritrae come i personaggi animati di una favola, usandone la paciosa e affidabile apparenza (come quella di Pinocchio o dell’orsacchiotto) per narrare piccoli giochi sinistri. Sulla scia di un un vate come Tim Burton, Lammardo narra il lato oscuro dell’infanzia, nelle sue “pittosculture” dedicate a peluche “torturati”.
Di segno stellare e cosmico è invece l’approccio di Alessandro Tambresoni. Le sue “Mappe mentali” hanno per protagonisti “omini” con la testa a forma di atomo stilizzato e le orbite degli elettroni a dare idea della dinamica fantasiosa che percorre l’immaginazione infantile. La lezione di Keith Haring trova un epigono, nella formazione di un personaggio favolesco stilizzato. Un marziano? Forse questo è in realtà ogni fanciullo. Un essere alieno che “cade” sulla terra, si materializza, nasce, e per i primi anni vive come esiliato in un regno d’incantesimi che non comprende appieno. Ma si potrebbe ribaltare il senso delle cose e allora sarebbe facile sostenere, insieme con quel Piccolo Principe che è stato Antoine de Saint Exupéry: “Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le cose”. Ma forse gli adulti stanno scomparendo… Tambresoni lo spiega con il suo vagare interstellare, usando una geometria giocosa, un ruzzolare siderale di omini che seguono “certe rotte planetarie lungo la Via lattea” come cantava Franco Battiato. Di più non è dato sapere. Le mappe non portano da nessuna parte, sembrano più delle giostre che ruotano su se stesse, per il nostro ed il loro diletto: un luna park stellare messo a punto usando la scienza e la matematica come compagni di giochi.
ETABETA. L'ETÀ DI MEZZO
Simone Lammardo - Alessandro Tambresoni
Ex Chiesa Anglicana
Via Adelasia 10 - Alassio
dall'1 al 20 marzo 2009

TRIVIAL ABSTRACT A VILLA ARSON
La galerie carrée du Centre National d’Art Contemporain de la Villa Arson est par tradition consacrée à des projets in situ. Cette programmation a fait naître au fil du temps des oeuvres singulières qui ont marqué l’histoire de l’établissement, de Franz West à Tony Smith, en passant récemment par Mike Nelson. Tous ont joué avec l’architecture radicale de cette salle au volume particulièrement impressionnant.
Dans cette logique, le centre d’art invite Pascal Pinaud à développer un projet spécifique. L’artiste a choisi de concevoir une exposition collective dont il est le commissaire, tout en produisant une architecture qui servira de structure d’ensemble et d’oeuvre personnelle à la fois. L’artiste et le commissaire se confondent dans le même espace.
«L’idée maîtresse est d’exposer des oeuvres qui m’ont marqué par leur manière d’interroger certaines limites. Toutes jouent en effet avec le réel, le hasard ou la trivialité. Pour esquisser ce projet, il fallait construire une organisation spatiale et conceptuelle. J’ai donc dessiné un îlot central sous la forme d’un héxagone qui desservira six espaces autonomes et néanmoins contingents. L’organisation en « camembert » m’a permis de trouver le titre de l’exposition : Trivial Abstract. Un jeu de pistes, des formes, une histoire peu à peu se dessinent. Le visiteur doit sans cesse régler son optique pour récréer un environnement à sa guise. De nombreuses pistes sont possibles. Confrontées les unes aux autres, les oeuvres se font écho, créant ainsi des ambiances, des paysages propices à la déambulation, la flânerie...» Pascal Pinaud
L’espace de la galerie carrée est ainsi transformé en un vaste cabinet de curiosités dans lequel chaque porte - aux dimensions différentes - donne accès à des confrontations volontairement «dissonantes», au croisement de l’abstraction, du ready made, de la sculpture ou du design, dans un parasitage continu des genres.
TRIVIAL ABSTRACT
Commissaire: Pascal Pinaud
CNAC Villa Arson
20, av. Stephen Liégeard - Nice
20 février - 24 mai 2009

LUCA PIGNATELLI AL MAMAC
L’exposition consacrée à Luca Pignatelli qui représentera l’Italie à la prochaine Biennale de Venise investit exceptionnellement trois lieux de l’art contemporain : la galerie contemporaine du Mamac, la galerie des Ponchettes et la Galerie de la Marine sur le bord de mer. Cette extension donne une idée de l’ampleur du travail de l’artiste, tant au plan de l’occupation des surfaces que de la profondeur de sens acquise par ses œuvres.
L’œuvre de Luca Pignatelli est imprégnée d’une culture italienne forte de présences antiques, moyenâgeuses, renaissantes ou modernes. Elle décline ses racines au fil des images en jouant en permanence sur le fil de la mémoire ; elle agit comme un corps conducteur nous faisant traverser le présent pour rejoindre des épaisseurs de passé plus ou moins légendaires. Constituées à partir de reports photographiques, déployés sur des bâches de wagons de chemin de fer, du papier Kraft, autant de matériaux portant des séquelles du temps, les œuvres de Luca Pignatellli développent une manière d’hallucination tempérée : immédiatement présentes, elles déclinent des images qui ne sont pas là mais ont été. Elles proposent une vision entre effacement et persistance. La peinture est comme usée, écaillée par les multiples accidents ou avatars du Temps qui s’écoule. Entre effacement et esquisse, entre prémices et disparition, le spectateur choisira.
LUCA PIGNATELLI
MAMAC - Galerie Contemporaine
Promenade des Arts, Nice
Galerie des Ponchettes
77, Quai des Etats-Unis, Nice
Galerie de la Marine
59, Quai des Etats-Unis, Nice
21 mars - 31 mai 2009

DEAVIDE BENATI: ŒUVRES RECENTES (2006-2009)
Suite au succès de l’exposition monographique de Davide Benati en 2006, la galerie Marlborough Monaco a le grand plaisir de présenter du 5 mars au 24 avril 2009 une exposition personnelle consacrée aux créations les plus récentes de l’artiste.
Davide Benati réalisa en 1977 un grand voyage au Népal qui inspira profondément ses recherches artistiques. Aujourd’hui, fidèle à ses aspirations, il dépeint des images d’un Orient lointain, nourri de références des cultures japonaise et chinoise, et d’influences littéraires. Sur ses œuvres, des formes de la nature, simples et neutres, fusionnent admirablement avec les fibres végétales du papier de riz, fait main. Car le papier chez Benati n’est pas simplement un support mais le moyen d’atteindre les grandes surfaces imprégnées de couleurs transparentes, et de fragments de paysages sensuels. Benati réalise ses tableaux avec la superposition de nombreuses feuilles de papier peintes à l’aquarelle, cette ancienne technique permettant par la transparence, d’accentuer les effets du papier et de son grain. Ce processus délicat ne lui permet pas de revenir en arrière et nécessite une grande précision.
Pour l’exposition Benati a choisi une vingtaine de tableaux aux formats divers, et des aquarelles. L’artiste explique qu’il a senti le besoin de reprendre le dialogue entre la forme et le vide. Les œuvres de l’exposition précédente ont été caractérisées par l’occupation de l’espace jusqu’à la saturation, alors que sur les œuvres récentes, « la forme entre dans l’espace, s’ouvre et s’élève pour chercher la lumière dans un conflit perpétuel avec le vide ».
Davide Benati est né le 23 février 1949 à Reggio Emilia en Italie. Après ses études au Lycée artistique de Modène il continue sa formation à l’Académie de Brère à Milan, où sera nommé plus tard professeur de peinture et d’anatomie. Ensuite il enseigne l’anatomie à l’Académie des Beaux-Arts de Bologne jusqu’en 2008, année à laquelle il quitte l’enseignement pour se consacrer entièrement à son art.
Sa première exposition se tient en 1972 à la galerie Il Giorno de Milan. Cette décennie sera pour l’artiste une période intense d’expérimentations. Durant les années 80, plusieurs expositions personnelles lui sont consacrées et il participe à des manifestations d’importance internationale : en 1982 Benati est invité à la Biennale de Venise où il retourne en 1990 avec une salle personnelle. Tout au long de sa carrière, son œuvre a fait l’objet de différentes expositions personnelles et collectives en Italie et à l’étranger, parmi les plus importantes une anthologique en 1989 à la Galleria Civica de Modène et en 1992 aux Civici Musei de Reggio Emilia. Depuis 2006 il est représenté par Marlborough Monaco.
DAVIDE BENATI
ŒUVRES RECENTES (2006-2009)
Marlborough Monaco
4, Quai Antoine 1er - Monaco
5 mars – 24 avril 2009

JEAN-PIERRE GIOVANELLI: CARMINA SENSUS
Jean-Pierre Giovanelli già esponente e teorico del Collectif d’Art sociologique negli anni Settanta, dell’Estetica della Comunicazione, artista di ordine sostanziale, come lo definisce Paul Virilio, operante a un’ontologia del virtuale, come lo presenta Jean-Paul Thenot, architetto, espone in mostra una videoinstallazione L’opera multimediale Carmina Sensus, Accensione del Senso Comune, sollecitando il piacere sensoriale di una carezza su una pelliccia di volpe rossa, appoggiata a un corpo nudo di donna, non fa che frustrare l’aspettativa erotica dell’osservatore di fronte a una pura finzione digitale. La colonna sonora, la sensualità della pelle, lo schermo lievemente sfiorato da boa mossi dal vento, evocando un corpo presente solo come simulacro, funzionano come forte metafora dei fantasmi dello schermo. L’opera dell’artista francese, fondandosi sulla coppia sentire/pensare e perseguendo una nozione di materialità che non si riduca a una pura smaterializzazione sul piano del concettuale/virtuale, trova la sua modalità comunicativa attraverso l’aisthesis e il pathos. Davanti ai surfisti dello spettacolo c’è il mondo, più reale del reale, di chi subisce violenza, troppa violenza - sostiene Jean-Pierre Giovanelli - per dire che il mondo non è reale. Bisogna adesso cominciare a rispettare la più alta delle macchine tecnologiche: il corpo umano, racchiuso nella sua pelle.
Viana Conti
JEAN-PIERRE GIOVANELLI
CARMINA SENSUS
Video.installation
Galerie Depardieu
64 boulevard Risso - Nice
19 mars - 17 avril 2009

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