PERCORSI DEL COLORE A FINALE
La mostra raccoglie “percorsi del colore” proponendo una riflessione critica sul senso della pittura come interrogazione linguistica legata alla tradizione contemporanea del dipingere. Concentrata sulla ricerca dei sensi interni del colore la pittura viene affrontata come un modello poetico basato sul valore della rivelazione del visibile; in quanto il soggetto è la pittura stessa, la sua infinita possibilità di varcare la soglia del reale.
In tal senso, la mostra mette in relazione il presente della pittura con il passato inteso come somma di atti e di idee sedimentate nella storia dell’astrattismo del XX secolo. Da questa analisi emerge una vitalità delle attuali pratiche pittoriche capace di risvegliare l’attenzione dello spettatore di fronte al colore, in una vertigine emotiva e mentale che la superficie dipinta sollecita attraverso il mutevole esperimento della materia.
Questa mostra è testimonianza sulle ricerche dell’attualità, documenta il lavoro di diverse generazioni di artisti che affrontano il cammino della pittura come visione interiore, esperimento della superficie, luogo di apparizioni sospese sulla soglia del visibile: Gli affioramenti della materia e le persistenze della luce si diramano verso l’essenza del colore.
Il valore del progetto dialoga con l’emozione del gesto, il rigore del monocromo segue gli impulsi della forma, tensioni differenti che convergono nell’idea di pittura come stupore e rivelazione dello spazio assoluto.
PERCORSI DEL COLORE
a cura di Claudio Cerritelli
Fortezza Castelfranco, via Caviglia, Finalmarina (Sv)
08 dicembre 2007 – 14 gennaio 2008
Artisti: Italo Bressan, Vincenzo Cecchini, Sonia Costantini, Sandro De Alexandris, Graziano Negri, Gianni Pellegrini, Franco Ruaro

AURELIA E LE ALTRE
Prosegue su iniziativa della Regione Liguria - Dipartimento pianificazione territoriale - il progetto per la valorizzazione paesistica e culturale della via Aurelia, al centro di diverse iniziative e di un piano di interventi con il Ministero per i Beni culturali, architettonici e paesaggistici.
Alla via Aurelia, al suo status di strada imperiale di prima classe, con una grande storia da raccontare e tanti gioielli da esibire, alla via Aurelia diventata set di diversi film, la Regione Liguria e il Comune di Albisola Superiore hanno dedicato una grande mostra che si aprirà giovedì 6 dicembre, al Museo della Ceramica Manlio Trucco.
Aurelia & Le Altre, questo il titolo della mostra che resterà aperta fino al 6 gennaio e ospiterà fotografie, materiale cartografico e video dedicati alla strada e ai progetti per la sua valorizzazione. Un viaggio in pillole dentro i 310 chilometri della via Aurelia, dal confine italo-francese di Ponte San Luigi alla Dogana di Ortonovo, nell'stremo levante.
Ad Albisola Superiore sarà presentata una installazione-video con un filmato sulla via Aurelia realizzato dalla Regione Liguria del 1986 che oltre vent'an ni dopo mostrerà i cambiamenti del paesaggio e della strada.
Fiore all'occhiello della mostra di Albissola sarà un omaggio, con opere e materiali, all'artista Mario Rossello, pittore, scultore e ceramista savonese di fama internazionale scomparso nel 2001.
Alla via Aurelia Rossello dedicò, nel 1977, una delle sue opere più famose, Un chilometro di strada tra Albisola e Savona. Una creazione artistica di dimensioni fuori dall'ordinario, lunga 35 metri e alta 2,10. La via Aurelia di Mario Rossello fu esposta per la prima volta a Palazzo Grassi, a Venezia e poi al Museo d'Arte Moderna di Parigi. Al Museo Manlio Trucco saranno presentati un particolare del dipinto e il progetto generale dell'opera.
AURELIA & LE ALTRE
Museo della Ceramica Manlio Trucco
Piazza San Francesco - Albisola Superiore
6 dicembre 2007 - 6 gennaio 2008

LA WEST GALLERY COMPIE CENT'ANNI
La "West Gallery", l’edificio dalla caratteristica facciata triangolare, che ospitò nel dopoguerra la biblioteca alassina, costruito dagli eredi e dagli amici del pittore inglese Richard West, compie il secolo di vita. L’assessorato alla cultura, diretto da Monica Zioni, ha fatto pubblicare, per ricordare la ricorrenza (che contiene in sé anche la storia della colonia inglese ad Alassio), un piccolo ma esaustivo saggio della studiosa degli inglesi in Riviera, Maura Muratorio. Il racconto (con testo a fronte in inglese) è un compendio definitivo di dati e di riferimenti storici preziosi.
Il pittore Richard West (1848-1905) giunse ad Alassio nel giugno del 1885 e vi rimase sino al 1905, anno della sua scomparsa. Due anni dopo la morte (1907) gli amici inglesi eressero alla sua memoria l'attuale Memorial Gallery . Nel 1963 la figlia Kathleen West donò alla Città di Alassio 76 dipinti, che costituiscono un prezioso patrimonio artistico, e che ritraggono Alassio e il suo comprensorio alla fine dell'800

ARTE PRIMARIA A SAVONA
Arte primaria a Savona. Sotto questo titolo si svela un mondo complesso, magico e indecifrabile raccolto dal format culturale tribaleglobale al Palazzo del Commissario, nella fortezza del Priamar, dal 6 dicembre al 6 gennaio.
Baj, Burri, Fontana, Lam, Carra, Picasso, Matta, Tancredi: i protagonisti dell'avventura dell'arte moderna conducono un dialogo serrato con oltre trecento opere di antiquariato africano e con le testimonianze contemporanee delle foto dell'Africa e dall'Africa di Lucile Reyboz e Pierre Amrouche, con la straordinaria presenza delle opere di Malik Sidibè, che hanno valso al grande fotografo di Bamako il Leone d'Oro alla carriera alla 52ª Biennale di Venezia appena conclusa e che il curatore dell'evento, Giuliano Arnaldi, è riuscito a portare a tempo di record nella nostra città.
Tribaleglobale, niatri. Noi, Altri, è una dichiarazione di curiosità, di rispetto e di passione verso le diversità, verso quegli "altri" che evochiamo quando abbiamo necessità di rafforzare la nostra identità e non consideriamo sufficiente l'uso del pronome noi.
Senza soluzione di continuità e senza alcuna descrizione che evochi ambiti etnografici o antropologici, scorrono insieme le opere dei grandi maestri del novecento e maschere, sculture rituali, oggetti d'uso quotidiano provenienti dai quattro angoli del mondo, terrecotte precolombiane e reliquiari del Gabon, armi rituali malesi e vasi di Corinto e Creta. Il filo che annoda questo magma emotivo è la vita di uno straordinario collezionista, Alessandro Passarè, e dei suoi viaggi.
L'avventura di quella vita è ora continuata dalla Fondazione che il figlio Massimo ha voluto per rinnovare lo spirito del padre. "La Fondazione Passarè intende fare dell'intera collezione una occasione di godimento e di riflessione la più ampia possibile" dice Arnaldi, che della Fondazione è il Sovraintendente, "se si concluderanno positivamente i contatti per altro già articolati e approfonditi con le amministrazioni di Savona, delle Albisole e di Arnasco, potremo prima della fine dell'evento formalizzare la permanenza delle opere - in parte in comodato d'uso gratuito in parte in donazione -sul nostro territorio”.
ARTE PRIMARIA A SAVONA
Persone, popoli, opere, idee
a cura di Giuliano Arnaldi
Fortezza Monumentale del Priamar
Corso Giuseppe Mazzini - Savona
dal 6 dicembre 2007 al 31 gennaio 2008

LA FONDAZIONE DE MARI - CARISA ACQUISISCE LE CERAMICHE DELLA COLLEZIONE BIXIO
La Collezione Bixio si presenta come una serie organica di maioliche liguri che si estende attraverso tre secoli. È costituita da alcuni esemplari di ceramica calligrafica a volute del XVI secolo a cui segue un ricco repertorio di idrie, bottiglie, vasi, brocche e piatti del XVII e del XVIII secolo, espressione di differenti stili decorativi. Numerose le maioliche seicentesche con decorazioni calligrafico-naturalistiche, che presentano scene di caccia, cervi, cerbiatti e uccelli, inseriti in paesaggi o armonizzati con motivi vegetali e floreali. Un’altra linea stilistica si sviluppa nella maiolica ligure del Seicento, a partire dall’imitazione di elementi della porcellana cinese. Si tratta del cosidetto stile “a tappezzeria”, caratterizzato dal disseminarsi dei singoli elementi - foglie, fiori, tralci, farfalle - con una certa simmetria e regolarità sulla superficie ceramica. Questo tipo di decorazione contraddistingue diversi esemplari della collezione, realizzati tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo: sono vasi, alzate e grandi piatti, spesso marcati con lo stemma di Savona. Allo stesso periodo appartiene un numeroso gruppo di ceramiche caratterizzate da scenografie barocche, secondo lo stile Guidobono. Si tratta di brocche, vasi, idrie e grandissimi piatti, contraddistinti da grande ricchezza e fasto decorativo. Un’altro nucleo di ceramiche del XVIII secolo presenta una varietà iconografica ascrivibile all’influenza del pittore savonese Giovanni Agostino Ratti, che nella produzione savonese determinerà l’introduzione, accanto al tradizionale bianco-blu, del decoro in policromia con innovativi modelli stilistici ancora oggi ripresi con successo nelle manifatture di Albisola. Da segnalare due esemplari di fine Settecento che per la qualità artistica e la raffinatezza stilistica rappresentano le punte di eccellenza della collezione: si tratta di una zuppiera policroma, completa di coperchio e guantiera e di una coppia di putti portafiori, realizzati e
firmati da Giacomo Boselli, uno dei nostri più geniali interpreti del gusto tardosettecentesco d’ispirazione francese.
La relazione della competente Sovrintendenza evidenzia il pregio e l’unicità di questa collezione almeno da tre punti di vista: in primo luogo per il valore artistico degli esemplari, alcuni dei quali, per virtuosismo e raffinatezza stilistica, costituiscono delle pietre miliari nel patrimonio della ceramica savonese; in secondo luogo per il suo valore storico, in quanto si tratta di una collezione già nota agli studiosi, i cui pezzi, schedati catalogati e registrati in importanti esposizioni, tra cui la memorabile Mostra dell’antica maiolica ligure dal secolo XIV al XVIII tenutasi a Genova nel 1939, hanno fatto la storia della maiolica ligure; infine per il valore di organicità e unità stilistica che la Collezione Bixio presenta, tanto da costituire uno specchio esemplare dello sviluppo storico della ceramica savonese tra XVI e XVIII secolo.

IMMAGINI DELLA MONTAGNA A FINALBORGO
Approda al Museo Archeologico del Finale la mostra romana Immagini della montagna marchi di fabbrica, libri e carte geografiche tra il 1869 e il 1930.
Esposti nella sala mostre del Chiostro di Santa Caterina di Finalborgo fino al 6 gennaio 2008 i segni distintivi di fabbriche e prodotti dell'Italia postunitaria che ritraggono montagne, animali e oggetti legati a lavori e sport alpini in un percorso espositivo articolato in quindici sezioni tematiche che raccontano come questi marchi e loghi distintivi abbiano svolto una funzione educativa di indubbia rilevanza.
Luoghi lontani e mai visti diventano per gli italiani familiari grazie alle immagini riprodotte sui prodotti più disparati: liquori, tessuti, cosmetici, prodotti alimentari e farmaceutici, utensili, pellame e altro ancora.
La geografia di un Paese è impressa sui colli di bottiglia, sulle scatole di cera da scarpe e su una vastità di oggetti che diventano inaspettatamente veicoli di conoscenza. È così che gli italiani scoprono Moncenisio, Monte Bianco, Etna e Vesuvio; da Nord a Sud tutti riconoscono il profilo dello Stromboli e sanno collocare geograficamente il Cervino.
Per la mostra sono stati selezionati 296 marchi di fabbrica, quei segni distintivi con cui le imprese contraddistinguono i prodotti, depositati fin dal 1869 all'Ufficio Italiano Brevetti per impedire contraffazioni. Una storia lunga e affascinante che i curatori della mostra hanno cercato negli archivi, tra le pagine delle guide turistiche dell'epoca e nelle biblioteche, censendo un vero e proprio universo che in parte è stato raccolto nel catalogo della mostra: un repertorio completo delle immagini presentate nei pannelli e di tutte quelle selezionate nel corso della ricerca. In appendice a ogni capitolo, che ricalca le sezioni della mostra, sono riprodotti i marchi non esposti.
La mostra Immagini della montagna marchi di fabbrica, libri e carte geografiche tra il 1869 e il 1930 è promossa dall'Archivio Centrale dello Stato, dall'Istituto Nazionale della Montagna (IMONT) e dalla Società Geografica Italiana sui circa 30 mila marchi di fabbrica relativi agli anni 1869-1930, nell'ambito di un censimento delle fonti e dei fondi documentari che riguardano la storia della montagna nel nostro Paese, previsto dal progetto dell'IMONT Anguana Museo dell'Uomo e della Montagna, in un'ottica di valorizzazione del patrimonio culturale e di diffusione della cultura scientifica.
IMMAGINI DELLA MONTAGNA MARCHI DI FABBRICA
Libri e carte geografiche tra il 1869 e il 1930
Chiostro di Santa Caterina - Finalborgo
dal 7 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008

IL BARBAGIANNI DI FRANCO BRATTA AD ALBISOLA SUPERIORE
Sabato 5 gennaio 2008, alle ore 12.00, nei giardini di piazza della Libertà, avrà luogo la cerimonia di consegna alla Città di Albisola Superiore della scultura di Franco Bratta “Il Barbagianni”.
L’opera, in bronzo, è un omaggio del maestro al volatile notturno spesso avvistato in prossimità del Castellaro e nelle colline albisolesi. Con i tipico muso a forma di cuore la scultura vuole rappresentare la passione e la sensibilità artistica di Bratta nei confronti degli animali.
Franco Bratta, nato a Bari nel 1936, dal 1957 al 1968 ha viaggiato in Africa e nel Sud America. Al suo ritorno in Italia ha iniziato a creare sculture per esprimere il proprio amore per la natura e gli animali ammirati nel corso dei viaggi. Ai giorni nostri l’artista lavora ad Albisola Superiore e a Biot, in Francia.

MARTIN MIGUEL: PEINDRE, PERDRE
Formé à l’École Nationale des Arts Décoratifs de Nice, Martin Miguel participe en 1970, avec Isnard, Chacallis, Charvolen et Maccaferri, à la fondation du «Groupe 70» qui soumet la peinture à une série de gestes relevant de la déconstruction analytique.
Ainsi, parallèlement au mouvement pictural Supports/Surfaces qui met radicalement en question les outils traditionnels de la peinture en accentuant le processus pictural plutôt que sur l’œuvre en tant qu’objet fini, l’artiste s’interroge sur la nature de la peinture et en propose une forme reconstruite qui l’amène au seuil de la sculpture.
La Galerie de la Marine présente aujourd’hui une nouvelle série de travaux de Martin Miguel, réalisée dans le cadre de sa résidence dans les ateliers municipaux de la Halle Spada.
MARTIN MIGUEL
PEINDRE, PERDRE
Galerie de la Marine
59, quai des États-Unis - Nice
14 décembre 2007 - 29 février 2008

DAPHNE CORREGAN - GILLES SUFFREN
L’expression céramique est d’une modernité insoupçonnée, particulièrement adaptée aux enjeux et aux questionnements des artistes d’aujourd’hui.
Alors que la modernité libère l’homme de tout contact avec la matière, Daphné Corregan & Gilles Suffren nous invitent à entrer et entretenir un lien intime où la présence de la main et du corps façonne leurs œuvres : Corregan développe un travail d’une grande virtuosité où le contenant devient l’architecture de son rapport au monde, à l’autre. Suffren, lui érige des volumes alliant des formes géométriques minimales à des traitements de surface brutes, les déformant. De lui à elle, émane l’écho que présente cette nouvelle exposition.
Ces deux artistes internationalement reconnus exposeront pour la première fois à Nice dans le cadre de la série d’expositions « CERAMICS » à la galerie Sandrine Mons.
Une sélection de pièces récentes des deux artistes et de dessins de Daphné Corregan seront alors présentés.
DAPHNE CORREGAN - GILLES SUFFREN
Commissariat : Agnès Roux (Le Logoscope)
Galerie Sandrine Mons
8, rue Dalpozzo - Nice
du 07 Décembre au 05 Janvier 2007
