sc@lo 0 30/06/2006

lettera sulle arti dal Ponente ligure
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Ennio Morlotti
Ulivi a Bordighera
Recensioni
L'OLIVO NELL'ARTE
  di Silvia Genta
DUE MOSTRE ALLA GALLERIA MARETTI
  DI MONACO

  di Manuele Scagliola

Notizie
NUOVA SEDE PER LA PINACOTECA
  RAMBALDI

COLPO D'OCCHIO A PIEVE DI TECO
INDISCIPLINATA: III BIENNALE
  DELLA CERAMICA

LUCIO FONTANA AD ALBISSOLA
LE NOIR EST UNE COULEUR
  ALLA FONDATION MAEGHT

DIARIO 8 ALLA MAISON DES ARTISTES
  DI CAGNES





L’OLIVO NELL’ARTE & L’ARTE DELL’OLIVO
di SILVIA GENTA

La natura ligure fatta di accenni, di scaglie di verde, blu e grigio non sembra interrompersi sulla soglia di Villa Faravelli, ma continuare, espandendosi all’interno dei due piani, il fuori e il dentro, l’esterno e l’interno sono un tutt’uno e l’elemento unificante, simbolo di questa terra ne è protagonista: l’olivo.
L’olivo e ancora l’olivo, come simbolo di pace, come prosperità mediterranea, come il legno della croce di Gesù…, così viene rappresentato attraverso le quasi cento opere esposte; pitture e sculture, pittura di paesaggio (Rayper, Nestel, Piana, Grosso, Mariani, Morello, Saccorotti, Salietti, Tosi, Discovolo, Levi, Perissinotti, Rambaldi, Cascella, Zigaina, Paulucci, Galli, ecc.), simbolica e devozionale (Barabino), e artisti non figurativi (Birolli, Lavagnino, Fasce, Sirotti, Morlotti, ecc.), dimostrano la ricchezza della presenza dell’olivo nell’arte.
L’olivo descritto, narrato, decontestualizzato, celebrato, ma soprattutto “appeso” alle ricche tappezzerie nobili della Villa, a tratti perdendosi nel vermiglio delle stoffe, diventando quasi un pezzo d’arredamento, e a tratti emergendone con forza, con vitalità, attraverso il suo tronco nodoso e contorto.
L’olivo come “souvenir da salotto” e allo stesso tempo forza vitale, piena, ricca, dimostrata soprattutto dalle esperienze più contemporanee e meno figurative. Morlotti ad esempio, in cui a cieli azzurri, blu, blu intenso quasi candidi nelle loro tonalità pure vengono infastiditi, interrotti, disincantati dal fremere della massa di olivi sottostanti, ricchi, energici cromaticamente, metafora del palpitare di “scaglie di Liguria”.
A questo punto è necessaria però anche una critica costruttiva al sito, che può migliorare anche se molto caratterizzato e dunque incombente sulle opere.
Infatti questo incontro con i colori, con gli elementi di una Liguria primitiva ed essenziale, può essere vissuto in maniera troppo frenetica a causa della mancanza di posti a sedere, di luoghi di sosta essenziali per poter apprendere, conoscere, ognuno col proprio tempo e modo lo spettacolo proposto. In alcuni casi il riflesso di luci mal misurate o di elementi luminosi preesistenti di arredo casalingo compromette una visione totale e serena di qualche opera. Inoltre, pensando ai non addetti ai lavori e agli stranieri, l’inesistenza di didascalie approfondite e in lingua, magari riguardanti anche la storia della sede espositiva, “minacciano”, chissà, una comprensione totale di questa nostra Liguria…

L'olivo nell'arte
Paesaggio, simboli e visioni da Barabino a Morlotti
a cura di Franco Ragazzi
Villa Faravelli - Viale Matteotti 151 - Imperia
13 maggio - 17 settembre 2006




DUE MOSTRE ALLA GALLERIA MARETTI DI MONACO
di MANUELE SCAGLIOLA

GIOVANNI GURIOLI - NATURAL HIGH TECH
Nelle opere di Giovanni Gurioli (Modigliana, Forlì, 1953) esposte in questa mostra monografica non è difficile scorgervi un segno “mitico” ricorrente: il seme vegetale, il chicco. Il seme come frutto della terra ha provveduto al sostentamento dell’uomo nel corso dei millenni. Grazie al seme, la coltivazione e l’accumulazione dei frutti della terra, l’uomo è diventato da nomade cacciatore a sedentario agricoltore. I semi evocano memorie di vecchi granai, ma anche di silos ipertecnologici. Un tempo si usavano sacchi di juta per contenere il grano, oggi si usano il blister e materiali sintetici.
Ecco dunque che tutte queste suggestioni si intersecano nel segno “astratto e geometrico” di un chicco di riso, gonfiandosi in ulteriori allusioni metaforiche di fertilità e sessualità femminile, di Dea Madre, di matriarcato agricolo. La forza vitale di una semenza, la “germinazione segreta” della vita viene associata da Gurioli ad elementi diretti del mondo contadino antico (la juta) a quello della nuova produzione di massa (la plastica, il metallo, il blister). E poi ci sono i segni dell’accumulazione produttiva, linee e graffi che evocano il conto sulle pareti di antichi granai abbandonati, testimonianza di una matematica del quotidiano ormai rimpiazzata dai calcolatori elettronici.
Questo legame con la terra nelle opere di Gurioli non ha i toni nostalgici di una età dell’oro bucolica ormai irrimediabilmente perduta; la terra è semplicemente un hic et nunc dove la dimensione agricola legata ad essa (e di conseguenza il rispecchiarsi della realtà nell’arte) non può essere dissociata dalle nuove tecniche di produzione. In queste opere l’organico metaforico (il seme, la vita) si fonde con il materiale inorganico che la “contiene” in una riuscita sintesi tra forza vitale bruta e moderna indagine scientifica.

Giovanni Gurioli - Natural High Tech
Maretti Arte Monaco
Le Roccabella 24, Avenue – Princesse Grace 98000 Monaco Montecarlo
6 - 29 luglio 2006


PEPE MORALES – 50 ANNI DI PITTURA
Si trasferisce alla Galleria Maretti Arte Monaco l’esposizione monografica dedicata ai 50 anni di pittura dell’artista Josè (Pepe) Morales già presentata presso il Museo Diocesà e Barcelona ed il Musée du Montparnasse a Parigi.
Nell’arco della sua lunga carriera Morales (Palma del Rìo, Cordoba, 1933) si è dedicato ai mezzi espressivi più diversi, dalla pittura alla grafica, dalla ceramica alla scultura, percorrendo tappe stilistiche a volte anche antitetiche nel segno del suo temperamento eclettico e poliedrico. Distintosi già durante gli anni ’50 con opere sperimentali sotto l’influenza diretta dell’Astrattismo, benché usando supporti insoliti come lamiere di ferro arrugginite, verso la fine degli anni ’60 l’interesse dell’artista sembra rivolto ad un linguaggio più figurativo erede della tradizione artistica del passato (il mezzo più utilizzato dall’artista è la tempera all’uovo di medievale memoria) caricata di forti messaggi politici e sociali. Morales ha infatti dichiarato, polemizzando con le abitudini elitarie delle Gallerie d’arte e dei suoi frequentatori, che “l’arte è per il popolo” e che il suo scopo dovrebbe essere quello di educare e sensibilizzare le masse. Davvero notevoli sono le opere della così detta “epoca negra” degli anni ’70, dove il colore nero fa da anacronistico sfondo alla stupidità e cupidigia umana simboleggiata da figure dalle più grottesche sembianze. A metà strada tra Surrealismo ed Espressionismo, tra chiarezza didattica da murales ed allusione metaforica, queste immagini drammatiche e dolorose sembrano derivare direttamente dalle denuncie sociali di Goya, Bruegel, Bosch e della Nuova Oggettività tedesca.
A partire dai tardi anni ’80 la pittura di Morales si discosta nuovamente dal figurativismo più esplicito per ritornare a nuove riflessioni sulle radici “cubiste” dell’Andalusia, in opere dal carattere più sereno ed ottimista. Notevoli di questo periodo sono le opere “velate” caratterizzate dall’utilizzo di tessuti o veli incollati che nascondono vaste composizioni delle tele, nonché la produzione più recente, abbinamento di formule cubiste più tradizionali e di atmosfere “metafisiche” che conferiscono alle raffigurazioni un’aria di imminente minaccia e mistero.
L’arte di Morales, si è detto, rassomiglia a tutto e a niente, affermazione che confermerebbe la profonda originalità dell’artista nel riformulare le radici culturali della propria terra nel segno della più sentita umanità.

Pepe Morales - 50 anni di pittura
Maretti Arte Monaco in collaborazione con Aubel Art Foundation e D’Onofrio & Sanjúan
Le Roccabella 24, Avenue – Princesse Grace 98000 Monaco Montecarlo
4 agosto - 2 settembre 2006




NUOVA SEDE PER LA PINACOTECA RAMBALDI

Mi permetto di segnalarvi un evento che avrà luogo sabato 8 luglio prossimo, a partire dalle ore 18, a Coldirodi, pittoresca frazione della ben altrimenti nota Sanremo (Imperia).
Si tratta dell’inaugurazione della Pinacoteca Rambaldi, completamente riallestita (con una mia piccola consulenza) in una nuova sede fresca di restauro - una villa tardo ottocentesca con ampio giardino a terrazze e notevole vista sulla costa - acquisita dal Comune di Sanremo e completamente ristrutturata e arredata per trasformarla in un polo culturale comprendente anche uno spazio per mostre temporanee e la straordinaria biblioteca, ricca di incunaboli, cinquecentine e rare edizioni, raccolta pure nel secolo XIX da Stefano Paolo Rambaldi.
Era costui un sacerdote originario di Coldirodi che visse buona parte della sua vita a Firenze, dove fu rettore del Seminario, entrò in corrispondenza con mezzo mondo intellettuale italiano e mise da parte ogni suo risparmio per comperare libri e quadri. Che nel 1865, alla sua morte, vennero lasciati in eredità al paese natale.
La pinacoteca comprende cento dipinti dal secolo XV al XIX, in prevalenza di piccolo formato, e riflette, oltre i gusti personali del collezionista, anche la disponibilità del mercato fiorentino di quegli anni. Per questo, così lontano da quelle che parrebbero essere le loro contrade abituali, vi si possono oggi ammirare opere rare e poco note, fra gli altri, di Lorenzo di Credi, Fra’ Bartolomeo, Aurelio Lomi, Salvator Rosa, Jacopo Vignali, Livio Mehus, Carlo Dolci, Anton Raphael Mengs, Antonio Ciseri.
Coldirodi si raggiunge facilmente in pochi minuti dal casello autostradale di Sanremo; per la Pinacoteca – Villa Luca – occorre fare una breve passeggiata a piedi nel centro storico; il protocollo prevede anche un breve momento musicale (con soprano) e un cocktail, immagino assai agognato visti il clima e l’ora.
So bene che un week-end estivo può offrire mete ben più allettanti e rilassanti. Ma in ogni caso villa, pinacoteca e biblioteca rimarranno poi regolarmente aperte e visitabili.
Insomma: non solo canzonacce, cemento e mazzette sulla Riviera dei Fiori, ma anche, ogni tanto, opere di bene per gli occhi e la mente. Per questo si ringraziano in anticipo quanti interverranno alla lieta cerimonia.
Fulvio Cervini




COLPO D'OCCHIO A PIEVE DI TECO

La mostra, che accompagnerà la stagione teatrale del Teatro Salvini, rappresenta un importante segmento dell'arte figurativa emergente in Europa ed in particolare di quella componente che si avvale dello strumento tecnico della fotografia, elaborata o a "colpo d'occhio" che in questi ultimi due decenni si è andata via via affermando nello scenario mondiale dell'arte come comunicazione prioritaria della nostra cultura e della nostra società Gli artisti presenti appartengono a fasce generazionali diverse; ad operatori quindi che hanno al loro attivo mostre negli spazi più prestigiosi del mondo si affiancano operatori più giovani, come nella tradizione dell'associazione organizzatrice.

Colpo d'occhio
mostra a cura di Ketty Cacciabue
partecipano:
Lena Bieber, Federico Busonero, Giulia Caira, Gianni Caruso, Robert Gligorov,
Carlo Gloria, Maurizio Gomez, Giovanni Lillo, Manuela Livorno, Grazia Toderi
Teatro Salvini - Pieve di Teco (IM)
dal 28 giugno al 19 agosto 2006




INDISCIPLINATA: III BIENNALE DELLA CERAMICA
Albisola, Savona, Vado Ligure
8 Luglio / 10 Settembre, 2006

La 3° Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea si è sviluppata come un network, una nuova forma di aggregazione territoriale ed extraterritoriale mirata allo sviluppo del capitale sociale e culturale del Distretto della Ceramica della Provincia di Savona (Riviera Ligure).
Nel corso della sua 3° edizione, la Biennale si è adoperata per raccordare e far convivere molteplici e singolari interessi in un’area geografica di antica tradizione (Albisola, Savona, Vado Ligure), coinvolgendo in un unico campo d’azione designer e artisti di fama internazionale, curatori museali, critici e storici dell’arte e del design, manifatture di ceramica, imprese high-tech, Centri di formazione professionale, Università e Accademie di Belle Arti.
La 3° Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea ha promosso l’incontro tra la cultura materiale locale e la progettualità dei designer, la libera espressione degli artisti e la cultura d’impresa high-tech al fine favorire l’ibridazione indisciplinata fra la ceramica, il design e l’arte contemporanea,
Tutti le opere e i prototipi presentati in esposizione sono stati realizzati negli ultimi due anni di attività per conto di Attese Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea e sono inediti.
Sedi espositive:
Pinacoteca Civica, Palazzo Gavotti, Savona
Museo della Ceramica “Manlio Trucco”, Albisola Superiore
Casa Museo Asger Jorn, Albissola Marina
Spazio Parfiri, Vado Ligure

Installazioni all’aperto:
Piazza Chabrol, Savona
Passeggiata a mare “Eugenio Montale” Albisola Superiore
Passeggiata degli Artisti, Albissola Marina
Via Aurelia, (vicino Pinacoteca Civica di Villa Groppallo n. 72), Vado Ligure

Direzione artistica:
Tiziana Casapietra, Roberto Costantino, Founding Directors Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea

Autori selezionati in collaborazione con:
Giacinto Di Pietrantonio, Direttore Gamec (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo); Beppe Finessi, Docente Politecnico Milano, redattore “Abitare”, Milano; Elio Grazioli, Docente IED, Milano, Curatore indipendente, Milano; Simon Groom, Responsabile Programmi Espositivi Tate Gallery, Liverpool; Guido Molinari, Docente ISIA Faenza e Firenze, Curatore indipendente, Bologna; Hans-Ulrich Obrist, Co-Direttore, Esposizione e Programi e Direttore dei Progetti Internazionali, Serpentine Gallery, Londra; Roberto Ohrt, Indipendente, Amburgo/Parigi; Chantal Prod’Hom, Direttrice Mudac (Museo di Design e Arti Applicate Contemporanee), Losanna.

Artisti/designer invitati:
Getulio Alviani, Milano; Bertozzi e Casoni, Imola; Jurgen Bey, Rotterdam; Alessandro Biamonti, Milano; Andrea Branzi, Milano; Enzo Cucchi, Roma; Carmine Deganello, Milano; Paolo Deganello, Milano; Jacqueline de Jong, Amsterdam; Amie Dicke, Amsterdam; Florence Doléac, Parigi; Yona Friedman, Parigi; Liam Gillick, New York; Stefano Giovannoni, Milano; Martì Guixé, Berlino; Pekka Harni, Helsinki; Richard Hawkins, Los Angeles; Heringa/Van Kalsbeek, Amsterdam; Runa Islam, Londra; Joris Laarman, Rotterdam; Ugo La Pietra, Milano; Marta Laudani e Marco Romanelli, Milano; Corrado Levi, Milano; Goshka Macuga, Londra; Jonathan Meese, Berlino e Charlet Kugel, Parigi; Alessandro Mendini, Milano; Multiplicity (Matteo Ghidoni, Alessandro Petti), Milano; Pere Noguera, Barcellona; Adrian Paci, Milano; Michelangelo Pistoletto, Biella; Franco Raggi, Milano; David Robbins, Milwaukee; Denis Santachiara, Milano; Studio Demakersvan, Rotterdam; Paolo Ulian, Massa Carrara; Guido Venturini, Milano.

“Go to School!”
Nell’ambito dell’esposizione saranno anche presentati alcuni progetti sviluppati dalla Biennale in collaborazione con il Dipartimento Progettazione Artistica per l’Impresa dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, con il Corso di Laurea in Disegno Industriale della Facoltà di Architettura di Genova e con la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), Milano.

Ricerche scientifiche:
La Biennale presenterà tre ricerche scientifiche inedite.
La prima ricerca, intitolata “Innovazione tecnologica e artigianato ceramico” a cura di Niccolò Casiddu, docente di “Componenti e materiali per il design”, è stata commissionata da Attese Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea al Dipartimento di Scienze dell’Architettura della Facoltà di Architettura di Genova ed è stata svolta in collaborazione con l’impresa high-tech Technimold Servizi di Genova, il Laboratorio dello scultore ceramista Ylli Plaka di Savona e la Nuova Fenice di Barbara Arto di Albissola Marina.
La seconda ricerca, “Piero Manzoni e Albisola” è stata commissionata dalla Biennale a Francesca Pola, storica dell’Arte, ed è stata realizzata in collaborazione con l’Archivio Opera Piero Manzoni di Milano.
La terza ricerca, “La casa di Asger Jorn ad Albisola” è a cura di Roberto Ohrt, curatore indipendente, storico dell’Internazionale Situazionista.

Enti Promotori:
Regione Liguria
Provincia di Savona
Comune di Savona
Comune di Albisola Superiore
Comune di Albissola Marina
Comune di Vado Ligure
Fondazione “A. De Mari” Cassa di Risparmio di Savona

Progetto e Organizzazione:
Attese Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea

Manifatture del Distretto della Ceramica:
Studio Ylli Plaka, Savona; La Nuova Fenice, Albissola Marina; Studio Ernan, Albisola Superiore; Ceramiche San Giorgio, Albissola Marina; Studio Alberto Viola, Savona; Ceramphoto, Stella San Giovanni; Laboratorio Marco Tortarolo, Albisola Superiore; Laboratorio Antonio Trezza, Albissola Marina; Ceramiche Tierradentro, Albisola Superiore; Officine Artistiche, Albisola Marina; Casa dell’Arte, Albisola Superiore; Ceramiche Sala, Albisola Superiore; Scuola di Ceramica, Albisola Superiore.

In collaborazione con:
C.P.F.P. “F. Varaldo”, Savona; a.titolo, Torino; Archivio Gallizio, Torino; Archivio Opera Piero Manzoni, Milano; Asl 2, Savona; AICC (Albisola); Dipartimento di Progettazione Artistica per l’Impresa, Accademia di Brera, Milano; Dipartimento di Scienze per l’Architettura della Facoltà di Architettura di Genova; Galleria Antiquaria Francesca Ronchi, Savona; Galleria Corvi-Mora, Londra; Gestione Commissariale Governativa Funivie San Giuseppe, Savona; Istituto Internazionale di Studi Liguri, Vado Ligure; Liceo Artistico “A. Martini”, Savona; Liliana Dematteis, Torino; NABA, Milano; Opere Sociali di N. S. di Misericordia di Savona; Pinacoteca Civica di Villa Groppallo, Vado Ligure.

Indirizzi e orari:
> Pinacoteca Civica di Savona, Palazzo Gavotti, P.zza Chabrol nn. 1,2, Savona
- Lunedi, mercoledi, venerdi: dalle ore 8,30 alle 13,00
- Martedi,giovedi: dalle 14,00 alle 19,00
- Sabato: dalle 8,30 alle 13,00; dalle 20,30-23,30
- Domenica: 10,00 – 13,00; dalle 20,30-23,30
> Museo della Ceramica “Manlio Trucco”, Corso Ferrari, Albisola Superiore
- Da martedì a domenica; dalle ore 17,00 alle ore 22,00
> Casa Museo Asger Jorn, Via Gabriele D’Annunzio nn. 6,8, Loc. Brucciati, Albissola Marina
- Da Venerdì a Domenica, dalle ore 18,00 alle ore 21,00. Tutti gli altri giorni su appuntamento.
> Spazio Parfiri, Via Verdi, 5 (vicino alla Motorizzazione Civile), Vado Ligure
- Da venerdì a domenica; dalle ore 18,00 alle ore 22,00. Tutti gli altri giorni su appuntamento.

Ingresso esposizioni:
L’ingresso è gratuito al Museo della Ceramica “Manlio Trucco” (Albisola Superiore), alla Casa Museo Asger Jorn (Albissola Marina) e allo Spazio Parfiri (Vado Ligure).
Alla Pinacoteca Civica di Savona l’ingresso è a pagamento. Intero: euro 4/00; ridotto: euro 2/00

Informazioni:
- Attese Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea:
tel.:+39 339 71 40 896 / +39 335 69 57 199
e-mail: info@attese.it

Inaugurazione: sabato 8 luglio 2006
Ore 9,30: Museo della Ceramica “Manlio Trucco”, Albisola Superiore;
Ore 11,00 – 12,00: Passeggiata a mare “Eugenio Montale” Albisola Superiore/Passeggiata degli Artisti, Albissola Marina:
Ore 12,00: Casa Museo Asger Jorn, Albissola Marina
Dalle ore 12,00 alle ore 17,00 verrà fornito un servizio bus-navetta per visitare l’esposizione partendo da Piazza San Benedetto, Albissola Marina
Ore 17,30: Pinacoteca Civica Palazzo Gavotti, Savona
Ore 21,00: Spazio Parfiri

Domenica 9 luglio 2006 tutti gli spazi espositivi resteranno aperti dalle ore 10,00 alle ore 13,00; dalle ore 16,00 alle ore 21,00




LUCIO FONTANA AD ALBISSOLA
ALBISSOLA CAPITALE DELLA CERAMICA ARTISTICA


Albissola diventa lo scenario estivo di un'importante mostra collettiva che festeggia il Cinquantenario del Circolo degli Artisti di Albissola coinvolgendo tutta la città.
La manifestazione si inaugura alla presenza di Philippe Daverio e rende omaggio a Lucio Fontana e ai grandi artisti del passato e contemporanei che hanno lavorato con il Circolo, centro di approdo e interscambio culturale tra molti artisti del panorama nazionale e internazionale.
Organizzata dal Circolo degli Artisti di Albissola, la mostra nasce in collaborazione con la Fondazione A. De Mari CA.RI.SA., la Regione Liguria, la Provincia di Savona, il Comune di Albissola Marina e di Albisola Superiore.
Dal mare alla collina Albissola è vivacizzata dall'evento che si espande in sette storiche sedi espositive in cui si ammirano opere di 25 artisti sul tema della ceramica e della terracotta. In mostra 150 lavori fra sculture, piatti, vasi, totem e installazioni esaltano la caratteristica di Albissola e l’importanza di 50 anni di attività del Circolo vissuti con entusiasmo.
Per lo straordinario ruolo di innovazione nel campo della ceramica spiccano i lavori di Lucio Fontana arrivato dall'Argentina ad Albissola dove lavorò e trovò fama e successo, di Asgern Jorn la cui abitazione è stata trasformata in museo civico, di Agenore Fabbri, Wilfredo Lam, Aligi Sassu e Ernesto Treccani che vissero e operarono con soddisfazione nella cittadina ligure. Queste sono solo alcune delle personalità importanti grazie alle quali è diventato famoso un territorio dove l’arte nasce dal confronto delle idee, dove emerge la vocazione e la voglia della "gente" di Albissola: "di mettere le mani nella terra, di lavorarla, modellarla, disegnarla e dipingerla".
“Nei medesimi anni degli esperimenti plastici e surrealisti francesi, nasceva l’esperimento italiano di Albissola - scrive Philippe Daverio nel testo in catalogo-. All’italiana, ovviamente, e cioè, come sempre da noi avviene, non dal nulla ma dal fantastico sostrato di creatività preesistente, la quale nello specifico era quella della splendida tradizione settecentesca delle ceramiche di lusso albissolesi, quelle di uso domestico in tutto l’ambiente ligure. Gli anni Trenta del secolo appena trascorso parteciparono allo slancio d’avanguardia che viveva allora una parte minima ma determinata del Paese. Il Futurismo, nella sua voglia di ricostruire l’Universo, aveva inventato stilemi e cifre per ridefinire la brocca e la tazza da caffè. Tullio d’Albissola fu il gran sacerdote che ne celebrò il rito, che visse in contatto con Depero e Prampolini, che insegnò agli altri il modo di vedere e di fare, che trasformò dalle fondamenta la prassi e, infine, che fece di Albissola un nome mondiale. E dopo vennero tutti. I migliori. Da Lucio Fontana con i suoi barocchismi vibranti e espressionisti all’Antonio Recalcati, esistenzialista ansioso mosso dalla voglia di muovere la materia al punto da andare oltre al taglio di Fontana verso lo strappo della terra. Sono passati tanti anni da allora, il piccolo luogo del Mediterraneo del nord è diventato una grande citazione del mondo dell’arte. Un focus in tutti i sensi. Stiamo a vedere”.
Jean Blanchaert sottolinea: "Le mostre organizzate per celebrare questo cinquantenario raccolgono i sognanti re e regine di Emanuele Luzzati in antico azzurro di Albissola, una spiritosissima donna con ventaglio in costume spagnoleggiante, un re Carlo policromo che torna dalla guerra ed altre figure del mondo fantastico dell’artista genovese. Abbiamo poi i bastimenti di Giorgio Bonelli che attraversano i piatti quasi fossero mari, più o meno mossi; le gabbie toraciche e gli astronauti o le auto da corsa di Caminati; gli spessi vasi musicali che narrano l’Italia alla Steno di Luigi Caldanzano; le grafie rupestri ed incise di Wilfredo Lam; i piccoli modelli per grandi sculture di Mario Rossello; i colori folli ed espressionisti del Nord di Asgern Jorn; le grandi anfore ed i piatti di Giorgio Moiso che duettano con Dino Maertens da Murano; i soli infuocati di Antonio Siri; i piatti-spiaggia per i cavalli di Aligi Sassu; gli interventi pittorici e grafici di Antonio Sabatelli; i paesaggi equestri di Eliseo Salino; le pitture e le architetture di Renata Minuto; la poetica grafia di Milena Milani e le mondine di Ernesto Treccani che evocano otto ore di risaia; le pitture materiche di Asgar Elde; le giostre bicrome di Roberto Bertagnin; le forme anatomiche di Agenore Fabbri e la corrida divisionista di Lucio Fontana; i teatrini e gli edifici urbani di Sandro Soravia; i bianchi volti extraterrestri di Adriano Bocca; le terrecotte ingobbiate ed incise di Gianni Celano Giannici; i sassi monumentali anche se piccoli di Carlos Carlé; la donna con lucertola di Gianpaolo Parini e le meduse-marionette di Sandro Lorenzini.

Lucio Fontana ad Albissola.
Albissola capitale della ceramica d'artista
Mostra presentata da Philippe Daverio
9 luglio - 6 agosto 2006
Albissola Marina e Albisola Superiore
Sedi ed artisti:
Circolo degli Artisti: Aurelio Caminati, Asgern Jorn, Wilfredo Lam
Comitato di Rigore Artistico: Milena Milani
Studio d'Arte Pagliaro: Antonio Siri, Ernesto Treccani
Museo Civico d'Arte Contemporanea: Lucio Fontana, Giorgio Bonelli, Luigi Caldanzano, Lele Luzzati, Renata Minuto, Giorgio Moiso, Eliseo Salino, Sandro Soravia
Il Bostrico: Asgar Elde
Balestrini Centro Cultura Arte Contemporanea: Agenore Fabbri, Mario Rossello, Aligi Sassu
Sala "A. Fabbri" Fondazione Mosaico Liguria: Roberto Bertagnin, Adriano Bocca, Carlos Carlè, Gianni Celano Giannici, Sandro Lorenzini, Gian Paolo Parini, Antonio Sabatelli.
Catalogo Marco Sabatelli Edizioni




LE NOIR EST UNE COULEUR ALLA FONDATION MAEGHT

Révélé au XIXe siècle par les sombres visions de Goya et de Victor Hugo, justifié par les fantasmagories informes, infernales et chimériques d’Odilon Redon, retrouvé par Manet dans les ombres de Velázquez, le noir fut la paradoxale aurore du XXe siècle, alors qu’il s’annonçait comme le crépuscule du siècle précédent, symboliste et romantique.
Et puis Matisse vint et l’affirma, le théorisa précocement, et le clama comme un mot d’ordre : le noir est une couleur. Addition et soustraction à la fois de toutes les couleurs, scientifiquement considéré comme une non-couleur au même titre que le blanc, combinaison neutre de toutes les couleurs, le noir se décrit plus généralement comme l’aspect d’un corps dont la surface ne réfléchit aucune radiation visible. Descartes rappelle dans sa Dioptrique : « Il y a des corps qui, étant rencontrés par les rayons de la lumière, les amortissent et leur ôtent toute leur force, à savoir ceux qu’on nomme noirs, lesquels n’ont point d’autre couleur que les ténèbres ».
Bien que symbole de la mélancolie et du pessimisme, ce fut donc Matisse, le peintre de la joie colorée, qui dota la modernité de l’usage du noir.
Le noir structura ainsi le XXe siècle, imposa sa tonalité plus vigoureuse que triste, plus architecturale que nocturne, plus subtile que tranchante. « Le noir, comme le rouge, comme le vert, comme le bleu, comme toute autre nuance, a ses clairs, ses demi-teintes, ses ombres ; il ne fait pas, parmi les objets qui l’entourent, cette tache absolument opaque ; il s’y relie par des reflets, par des rappels, par des ruptures ; autrement il creuse un trou dans le tableau » (Théophile Gautier).
Le 6 décembre 1946, la galerie Maeght Paris ouvre une exposition « Le Noir est une couleur » constituée de 25 œuvres inédites, de Bonnard, Matisse, Braque, Rouault, Van Velde, et d’autres artistes reconnus à cette époque. Cette exposition est accompagnée de l’édition du premier numéro de « Derrière le miroir », (la revue devenue légendaire fondée par Aimé Maeght et sa maison d’édition « Pierre à feu »), clamant lui aussi, haut et fort en couverture, que le noir est une couleur.
Orné de six lithographies de Geer Van Velde, Jacques Kober y affirme : « Le noir nous donne un recul, une sorte de pauvreté. C’est une perte d’équilibre, un appel d’air. C’est le noir qui fait faire aux couleurs le grand écart. Il s’agit donc d’une lumière au-delà de la lumière, de son acclimatation et qu’elle permette un renouveau, une source (Mes Faims, c’est les bouts d’air noir, dit Rimbaud). […] Mais le noir est à la fois notion abstraite, et par là dangereuse à mesure qu’elle prend le large - et donnée concrète. Le noir concret (si j’ose dire) peut être brûlure ou caresse, éclaboussement. Sa présence met, par choc en retour, la peinture tout à construire de couleurs une synthèse de lumière et d’espace (les couleurs étant celles sur la toile et non dans le tube ».
En reprenant ce titre, « Le noir est une couleur », la Fondation Maeght à Saint-Paul rendra hommage à cette exposition et à cette revue fondatrice et se projettera dans l’avenir, du 30 juin au 05 novembre 2006.
En outre, l’heureux hasard des dates s’en mêle, ce sera l’occasion de célébrer le centenaire de la naissance d’Aimé Maeght (1906).
Geer Van Velde, Henri Matisse, Georges Braque, et Pierre Bonnard seront les témoins « présents » de l’exposition de 1946, Joan Miró et Fernand Léger offriront leurs vagues irrépressibles. Lucio Fontana, Olivier Debré, Simon Hantaï, Hans Hartung grifferont et entameront la nuit des toiles. Ellsworth Kelly, Ad Reinhardt, Josef Albers, Aurélie Nemours, Barnett Newman architectureront le velours infini de leurs sombres pigments. Robert Motherwell, Willem De Kooning, Kazuo Shiraga, Bram Van Velde, Raoul Ubac, Henri Michaux, Franz Kline, Jean Dubuffet, André Masson, inscriront leur geste dans la matière. Alberto Burri, Richard Serra, Jannis Kounellis, Claudio Parmiggiani, Antonio Saura, Arnulf Rainer, Gerhardt Richter, Antoni Tàpies et Pierre Soulages répandront leurs grasses et soyeuses effluves. Alighiero Boetti, Pol Bury, Jean Tinguely, Robert Malaval, Anne et Patrick Poirier, supprimeront la pesanteur de leurs matériaux. Bernar Venet, Christian Boltanski, Brice Marden, Allan Mc Collum, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, brouilleront au moyen de leurs obscurités les limites entre la figure et l’informe. Enfin, Nicolas Chardon, Pascal Pinaud, Mark Dion, Henri Foucault, Pierrette Bloch, Richard Jackson, le groupe BP, inviteront à la distance, parfois non sans humour, avec ce que Jean Dubuffet remarquait pour dire les variations du noir : « éclat, mat, luisant, poli, rugueux, fin… le noir est une abstraction ; il n’y a pas de noir, il y a des matières noires. »
Dominique Païni

Le noir est une couleur
Fondation Maeght - Saint-Paul-de-Vence
30 juin - 5 novembre 2006




DIARIO 8 ALLA MAISON DES ARTISTES DI CAGNES

Un gruppo di giovani artisti italiani espone nella suggestiva Maison des Artistes di Haut de Cagnes sulla solare Costa Azzurra.
Curata dall'Associazione Expression Libre di Cagnes la mostra affronta il tema intimo e delicato del vivere umano, in forma di Diario interpretato da ogni artista in modo personale ed originale. Vengono così creati percorsi visivi ricchi di suggestioni e riflessioni sullo scorrere del tempo e su come esso è percepito e vissuto dai singoli artisti.
Si trascorrono così giornate che iniziano con le delicate pitture di Andrea Chiotti che presenta la sua quotidianità con la serie di tazze di lontana memoria morandiana, per attraversare lo spazio suggestivo realizzato da Pinuccio Revello con assemblaggi materici che declinano la luce solare. Alberto Bergia presenta una raffinata serie di lavori che pare dialogare con le dimensioni rarefatte dello spazio proposte dall'installazione di Domenico Olivero. Se l'opera di Gian Luca Bottini ci disperde nello spazio alcuni riferimenti li ritroviamo con le tracce sia sceniche che urbane di Franco Ariaudo. Durante tutto questo attraversare si rimane colpiti dai ritratti dai grandi occhi di Viola Virdis e dai volti simbolici di Luna Potenziere.
La Mostra, è supportata da un raffinato catalogo a colori con testo di Ornella Calvetti e da un allestimento appositamente studiato per ogni singolo artista.

Diario/8
partecipano:
Franco Ariaudo, Alberto Bergia, Gian Luca Bottini, Andrea Chiotti,
Domenico Olivero, Luna Potenziere, Pinuccio Revello, Viola Virdis.
Maison des Artistes - Place du Château Haut de Cagnes - 06800 Cagnes
8 - 23 luglio 2006
arte.diario8@libero.it


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